QUARESIMA E CARNEVALE L’ETERNA GUERRA TRA MODERAZIONE E SREGOLATEZZA

La Quaresima è tempo di penitenza, di astinenza e di digiuno. Tuttavia, nei secoli, sono stati inventati mille stratagemmi per aggirare il mesto precetto. Esistono animali la cui carne pur non essendo pesci, è consentita dalla liturgia: la folaga e la tartaruga marina cibandosi di pesci (almeno così si è voluto credere) sono ammesse anche in Quaresima e consentono il consumo di carne anche senza chiedere complicate dispense.

Il baccalà poi, il più quaresimale dei cibi è diventato, il banco di prova di ogni cuoco al fine di realizzare piatti di gioiosa e raffinata gastronomia. Persino nei monasteri, luoghi, per eccellenza, di preghiera e di mortificazione dei sensi, si è, con rigorosa applicazione, inventata un’arte della cucina in cui i piatti della Quaresima sono fra i più stuzzicanti e golosi. Non a caso i ricettari monastici sono pieni di baccalà alla cappuccina, alla certosina, alla fratona.

Noi, che siamo laici, non sappiamo se, nel profondo dei loro cuori, questi monaci ghiottoni provavano qualche senso di colpa nell’aggirare la prescrizione, ma sappiamo bene che senza rimorsi non esiste (e questo vale per tutti, credenti e no) il piacere vero della tavola. Peccato veniale:

il Signore perdona!Senza titolo2

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